NOVANTA
Carriera da calciatore: il gioco dai 16 anni al ritiro
Sedici anni, una squadra piccola e vent’anni di calcio davanti. Ogni scelta cambia la tua storia.
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Scegli nome, ruolo toccando la posizione nel 4-3-3, stile di gioco, idolo d’infanzia, numero di maglia e nazionalità. Ogni ruolo ha le sue doti: un portiere allena riflessi, presa e uscite, un centravanti finalizzazione, colpo di testa e posizione.
Due stagioni per turno
A ogni turno scegli su quale dote lavorare e prendi tre decisioni tra centosettantotto situazioni diverse: allenatori, procuratori, infortuni, derby, offerte dall’estero, la nazionale. Poi si giocano due stagioni e si apre il mercato.
- Le statistiche seguono il ruolo: porte inviolate e rigori parati per il portiere, gol, assist e numeri chiave per gli altri.
- Le coppe europee si giocano solo se la classifica le ha conquistate.
- Gli infortuni tolgono davvero partite, e il ritiro arriva quando l’età lo impone.
- Chi viene da una delle dieci nazionali più forti può essere chiamato per Mondiali, Europei, Copa América e Nations League.
Una bacheca tutta tua
Campionati, coppe nazionali, Champions League, Europa League, Conference League, Mondiale per club, capocannoniere, Golden Boy, fino al Pallone d’Oro. Due carriere non sono mai uguali, anche partendo dalle stesse scelte.
Come si costruisce una carriera lunga
I primi due anni decidono più di quanto sembri. Un ragazzo che gioca venti partite in una squadra media cresce più di uno che ne gioca tre in una grande: i minuti valgono più del nome sulla maglia, e l’allenamento da solo non basta a colmare la differenza.
Gli infortuni sono la variabile che rovina le carriere. Rientrare in campo appena possibile fa perdere meno partite subito e molte di più dopo: il fisico si ricorda. Se il gioco propone di forzare il rientro prima di una partita importante, chiediti quante ne restano nella stagione.
Con l’età cambia quello che conviene allenare. Fino ai ventitré anni si guadagna soprattutto in tecnica e velocità; dopo i ventotto la velocità scende comunque, e i punti messi in posizione, calma e colpo di testa valgono molto di più. Cambiare ruolo al momento giusto, dall’ala al terzino o dalla punta al trequartista, allunga la carriera di tre o quattro stagioni.
Fuori dal campo contano il rapporto con l’allenatore e quello con lo spogliatoio. Chiedere la cessione ogni anno porta soldi e nessun trofeo; restare troppo dove non si gioca brucia gli anni migliori. La nazionale arriva a chi ha continuità, non a chi ha il contratto più ricco.
Domande
La carriera si salva?
Sì, resta salvata nel browser e puoi riprenderla quando vuoi.
Quanto dura una carriera?
Una dozzina di turni da due stagioni, di solito una ventina di minuti.
Le squadre sono reali?
Le squadre sì; stagioni, trofei ed eventi sono simulati.