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Come funziona davvero il calciomercato

Quando si legge “trenta milioni più bonus” si stanno guardando almeno quattro cifre diverse. Quali sono, chi le incassa e perché il contratto conta più del prezzo.

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Due cifre, non una

Un trasferimento ha sempre due prezzi. Il primo è il cartellino: quanto il club che compra paga al club che vende per liberare il giocatore dal contratto. Il secondo è l’ingaggio: quanto il giocatore guadagna ogni anno, e lo paga il club nuovo per tutta la durata del contratto. Un giocatore che costa poco di cartellino ma tanto di ingaggio può pesare più di uno pagato molto e con uno stipendio normale.

Da questo nasce una regola che vale in tutte le società: il cartellino si può spalmare su più bilanci (l’ammortamento: trenta milioni su cinque anni valgono sei milioni l’anno), l’ingaggio no. Per questo i contratti lunghi convengono a chi compra, e per questo un rinnovo che allunga la scadenza vale, per il club, quasi quanto una cessione.

Il contratto e la scadenza

Finché un giocatore ha il contratto in corso, il suo club decide. Ma più la scadenza si avvicina, meno vale il cartellino: a un anno dalla fine il prezzo crolla, perché chi compra sa che fra dodici mesi lo prenderebbe gratis. A scadenza il giocatore è un parametro zero: firma con chi vuole e il club di provenienza non incassa niente. Le società più attente trattano il rinnovo due anni prima proprio per non arrivare a quel punto.

La clausola rescissoria

È una cifra scritta nel contratto: chi la paga porta via il giocatore e il club non può opporsi. In Spagna è obbligatoria per legge ed è il motivo per cui certi trasferimenti si chiudono in poche ore; altrove si usa per blindare i giovani. Le clausole stanno molto sopra il valore di mercato: servono a scoraggiare chi compra, non a vendere il giocatore.

Il prestito

Il giocatore cambia squadra per un periodo, di solito una stagione, ma il cartellino resta al club di partenza. Le varianti che contano sono tre:

Nel prestito si tratta anche l’ingaggio: raramente lo paga tutto chi riceve il giocatore, di solito le due società se lo dividono. Per un ragazzo il prestito è lo strumento con cui si cresce: giocare venticinque partite in una squadra più piccola vale più di dieci minuti a partita in una grande.

Bonus e percentuali

“Venti milioni più cinque di bonus” significa che cinque milioni si pagano solo se succede qualcosa: un numero di presenze, i gol, la qualificazione a una coppa. Sono soldi veri ma non certi, e infatti chi vende li conta per metà. Esiste anche la percentuale sulla futura rivendita: il club che vende si tiene una fetta (di solito fra il 10 e il 20 per cento) di quanto incasserà il club che compra quando rivenderà il giocatore. È il modo in cui le società piccole guadagnano due volte dallo stesso ragazzo.

Chi lavora alla trattativa

Un affare non si chiude fra due presidenti al telefono. Ci sono il direttore sportivo, che tratta il cartellino con l’altro club, e il procuratore, che tratta l’ingaggio e le condizioni per conto del giocatore e prende una commissione (di norma una percentuale dell’operazione). Sono due trattative separate: si può trovare l’accordo con il club e non con il giocatore, e viceversa. Alla fine arrivano le visite mediche, che non sono una formalità: un problema fisico può far saltare tutto o far rinegoziare il prezzo il giorno prima della firma.

Le finestre

Non si compra quando si vuole. In Europa ci sono due finestre: quella lunga d’estate e quella breve di gennaio, che serve a riparare. Nell’ultimo giorno si chiude più di quanto si immagini, perché chi vende sa che chi compra non ha più tempo per cercare alternative. Fuori dalle finestre si può tesserare solo chi è svincolato.

Come si legge un valore di mercato

I valori che si leggono sui siti specializzati non sono prezzi: sono stime di quanto un giocatore dovrebbe costare, costruite su età, rendimento, ruolo, contratto e campionato. Un ventenne in crescita vale più di quanto renda oggi, perché si paga anche quello che diventerà; un trentaquattrenne vale una frazione, anche se è ancora fortissimo. Il prezzo vero, poi, dipende da quanto quel giocatore serve a chi vende: un titolare inamovibile costa il doppio di una riserva dello stesso livello.

Dove si prova

Il mercato di Allenatore funziona con queste regole: si tratta prima con il club (che ha una pazienza e un prezzo sotto il quale non scende, e a volte si vede arrivare una rivale), poi con il giocatore e il suo procuratore (ingaggio, anni, ruolo promesso, commissione) e infine si passa dalle visite mediche. Le clausole spagnole si possono pagare, i prestiti si fanno con la divisione dell’ingaggio, e mettere un giocatore in lista non fa arrivare offerte all’istante: i club ci mettono qualche giorno, e per uno scarso non arriva niente.

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